GALLERIA MAZZETTI

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L’apparato ornamentale della galleria comprende temi legati alla regalità e al potere imperiale, e raffigurazioni del mondo contadino e della commedia dell’arte. Si tratta infatti di due momenti decorativi: il primo vede l’esecuzione dei 12 profili di imperatori romani nel 1722 ad opera del ticinese Antonio Catenazzi, mentre gli stucchi dorati e le lesene marmorizzate furono eseguite nel 1728 da Marsilio Roncati di Meride.

Lo stile richiama l’attività degli stuccatori attivi a Torino fin dal 1690 per Giovanna Battista di Savoia a Palazzo Madama e gli intrecci geometrici animati da figure di contadini, maschere e animali, presentano riferimenti a modelli di ascendenza francese alla Bérain.

Nel 1728 l’affresco encomiastico e le dorature completarono la galleria, ma il tema della pittura appare legato all’importante evento della primavera dell’anno precedente, quando  Giovanni Battista Mazzetti ospitò il Principe di Piemonte (il futuro Carlo Emanuele III di Savoia).

Sulla volta, gli affreschi raffigurano rispettivamente il giovane principe guerriero sul cocchio trainato da leoni e la glorificazione di casa Mazzetti.
Le pitture furono realizzate dal bolognese Giovanni Antonio Caccioli.
Sulla parete di fondo, il busto di Giovanni Battista sormonta la lapide che testimonia la fine dei lavori (1730).

Gli ovali raffiguranti la famiglia di Vittorio Emanuele I di Savoia risalgono all’epoca della Restaurazione, come pure le appliques in ceramica e metallo smaltati e dorati.
Le tre consoles sono caratterizzate dai piani in diaspro di Sicilia.